SEGRETARIO
» ANNA RICCA

Nata a Messina l’ 8 settembre 1964, dove vive e lavora.

Professione: Costumista teatrale – Scenografa.

Istruzione: Maturità Artistica conseguita presso la Scuola d’Arte “Dante Alighieri “ di Messina – Specializzazione Arte e storia del Costume.

Interessi: Teatro – Prosa – Poesia – Musica – Cinema – Usi e costumi – Scultura – Archeologia – Arte Orafa – Pittura.

Commento personale:

Realizzare un costume è sempre stato per me momento creativo affascinante non solo per uno studio accurato di un preciso periodo storico e culturale.
Il costume può, infatti, non avere solo un suo riferimento iconografico, può non essere la semplice trasposizione o lettura del tempo del suo vissuto ma mettere in moto un processo ed un principio di vasi comunicanti tra il rappresentante ed il rappresentato, tra la storia ed il contemporaneo.
Ogni costume ha un suo divenire, una sua radice che va oltre l’esteriorità: dai costumi per le processioni pasquali a quelli più frivoli ma sempre concettualmente complessi delle eroine dei fumetti, dai velluti rinascimentali agli scarti seriali del terzo millennio ho sempre ricercato i particolari tanto del loro tempo quanto dei personaggi che si portavano dentro.
Creare – ad esempio - il costume del gobbo di Notre - Dame de Paris mi ha portata alla ricerca delle grandi Cattedrali dall’atmosfera rigida, algida e imponente, edificate dalla Chiesa per trasmettere nell’inconscio collettivo la sua potenza e la inderogabilità di un dominio non solo temporale.
Così il costume del gobbo è stato studiato per rappresentare un personaggio per quel tempio, si e’ mosso nel silenzio claustrale di quelle mura, nel buio tagliato dalle luci delle vetrate, sotto i cieli pesanti ed immanenti degli archi e delle volte Debbo dire che il risultato è stato sorprendente e mi ha fatto vivere l’intensità del personaggio con una emozione tale da sentirne ogni suo respiro e condividere ogni suo momento.
Fare un costume, una scenografia diventa così un vivere in bilico tra realtà e sogno, una altalena di emozione ed inquietudine della ragione, un viaggio ai confini dell’essere e dell’essere stati.

Sono felice di poter collaborare con la Fondazione, il connubio costume – arti figurative mi affascina moltissimo. Spero di potere trasmettere l’amore per il costume quale testimonianza della nostra storia e vita delle nostre genti.